• Andrea Zotti

Rischio Politico in un contesto tra crisi che si susseguono

La categoria del rischio politico non è di per sé nuova, nel mondo bipolare pre 11/09 e pre-rivoluzione digitale. Essa veniva inclusa all’interno del concetto più generale di country risk, ovvero di tutte quelle analisi che servivano (e servono) a determinare i potenziali danni economici e commerciali derivanti dall’opportunità di operare investimenti in un paese estero. Dunque, potrebbe essere definito come la probabilità che la redditività di un investimento possa essere influenzata negativamente da circostanze imputabili a cambiamenti imprevisti avversi (come le rivoluzioni, anche se legate a processi di democratizzazione, allo scoppio di conflitti tribali/etnici) nell’arena politica nazionale o intergenerazionale, o alle scelte politiche governative che riguardano i diritti di proprietà di un investitore internazionale. Il country risk viene calcolato prendendo in considerazione diversi fattori:


- Cause interne: frazionamento del sistema politico e del potere, frazionamento del linguaggio, etnico e religioso, condizioni sociali, ecc.

- Cause esterne: dipendenze e/o importanza da un potere ostile maggiore, influenze negative delle forze politiche regionali.

- Cause sintomatiche: conflitti sociali come scioperi, dimostrazioni e violenze in piazza.


Appare evidente come il rischio politico sorga dall’interazione tra le specificità di un’azienda con le specificità di un Paese ospitante. Anche elementi come la dimensione di un’azienda o il settore in cui opera hanno impatto fondamentale rispetto al calcolo del rischio.


Nel 2018 La rivista Harvard Business Review Italia pubblicò un articolo dell’ex Segretaria di Stato americana Condoleeza Rice, dal titolo “Gestire il rischio politico nel XX secolo”, nel quale suggeriva ai leader delle imprese di non trascurare il quadro politico mondiale in modo da anticipare gli effetti indesiderati fuori dal nostro controllo. Rice arrivava a consigliare ai Ceo di guardare a sé stessi come a dei Chief Geopolitical Officer, volendo intendere che l’attenzione non deve essere causale o episodica, ma strutturata e continua.


Il rischio come opportunità, implica, che ci sia consapevolezza e competenza a tutti i livelli, le competenze servono per contenere i rischi infatti. C’è dunque un legame tra leadership e rischio? Senza una guida competente, sensibile e lungimirante, la gestione dei rischi può risultare non pienamente governata e l’azienda, l’organizzazione o il progetto in balia degli eventi.


Le crisi di diversa natura si susseguono e, talvolta, si sommano in realtà sempre nuove e in continua mutazione. Occorre in definitiva, capire le crisi per poterle anticipare e gestire con successo, o non saremo in grado di resistervi e superarle.

26 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti